Frida, di Hayden Herrera.

Grandi donne, grandi uomini, spesso non hanno il piacere di vivere la stessa dimensione temporale, non si incontrano, oppure non capiscono di aver incontrato una persona di valore. Dietro un grande uomo, c’è sempre una grande donna, ma quando l’uomo ha di grande solo il suo egoismo vale sempre come grandezza?

Frida Kahlo era una grande donna, vicina a un uomo che di grande aveva solo il suo egoismo, ha capito dopo aver commesso il peggiore dei tradimenti chi era sua moglie, ma soprattutto ha avuto bisogno di capire che la stava perdendo per saperle stare accanto. Di Frida si conosce tutto come pittrice, artista, ma io volevo conoscere la Frida “donna”, quella che si autoritraeva per dare sfogo a una profonda frustrazione: la malattia, i tradimenti, le incomprensioni familiari.

Cercavo una buona biografia, la quantità di materiale offerto dalle case editrici è notevole, ma Neri Pozza offre la possibilità di leggere l’unica vera biografia di una grande donna che avrebbe avuto ancora molto da comunicare: la sua ferocia e il suo candore sono stati raffigurati in ogni quadro, non ci sarà mai più una pittrice capace di mettere su tela il suo universo, la sua realtà.

Vi riporto la trama:

Editore: Neri Pozza
Collana: Il cammello battriano
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 28 aprile 2016
Pagine: 415 p., ill. , Brossura

Alla fine degli anni Novanta, New York è tappezzata di manifesti che raffigurano i quadri di Frida Kahlo. Un suo autoritratto viene venduto da Sotheby’s per oltre un milione e mezzo di dollari. A Hollywood si girano film sulla sua vita e i giornali di tutto il mondo la chiamano “la grande Frida” o “la regina di New York”. Come se non bastasse, anche il mondo del glamour ne va pazzo: vengono stampate magliette, cartoline, poster con la sua immagine, abiti e gioielli che ne ricalcano lo stile. Ma chi era veramente Frida Kahlo e perché si parla ancora così tanto di lei? Nata nel 1910 a Coyoacan, in Messico, Frida sembra un personaggio uscito dalla penna di Gabriel García Márquez: piccola, fiera, sopravvissuta alla poliomielite a sei anni e a un brutto incidente stradale a diciotto che la lascerà invalida, con tremendi dolori alla schiena che la perseguiteranno fino alla morte. Nella vita privata e nella produzione artistica, Frida è combattuta tra due anime: il candore, da un lato, e la ferocia, dall’altro; la poeticità della natura contro la morte del corpo. La vita di Frida è un viaggio che affonda nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, in Bosch e Bruegel, ma che subisce prepotentemente il fascino degli uomini più potenti del suo secolo: come il muralista Diego Rivera (marito fedifrago che le rimarrà accanto fino alla fine) o Trockij (di cui diverrà l’amante) o Pablo Picasso…

Frida in tedesco significa pace, quella che lei ha cercato per una vita e che ha trovato solo, forse in punto di morte; il suo spirito ribelle e combattivo, infatti, le ha fatto cercare il senso della pace in qualcosa che poteva traslare dalla sé stessa reale, a quella che voleva fare vedere nei suoi quadri.

Il momento più drammatico della sua vita è quello della firma dei documenti del divorzio, nessuna malattia o impedimento fisico poteva equipararsi alla rottura con Diego. Frida era questo: una donna capace di amare in modo violento, totalitario, assoluto, ma anche vero e genuino. La raffigurazione delle due Frida è qualcosa di molto toccante: la prima è quella che Diego amava, la seconda è quella che non amerà più. In fondo, l’amore non corrisposto la può spezzare veramente l’arteria che porta al cuore, e tutto il resto non si sente più.

Altro tema interessante, tratto dai diari di Frida, è la simbologia data ai colori scelti nei suoi quadri:

-Verde: luce calda e buona;

-Solferino: vecchio sangue di Nopal;

-Marrone: color di mole (dolce tipico messicano), terra, foglia;

-Giallo: pazzia, infermità, paura. Parte del sole e dell’allegria;

-Blu cobalto: elettricità e purezza, amore;

-Nero: niente;

-Verde foglia: foglie, tristezza, il colore della Germania;

-Giallo verdastro: più pazzia e mistero, i fantasmi indossano la biancheria di questo colore;

-Verde scuro: colore di annunci funesti e di buoni affari;

-Azzurro: distanza, tenerezza;

-Magenta: sangue.

Provate adesso a guardare di nuovo tutti i suoi quadri alla luce della simbologia che lei attribuiva a ogni colore. Lei che aveva un solo “tutto” nella sua vita, ossia Diego, colui che ha capito il suo valore solo quando si è spenta. Non ci saranno più Donne come lei, e spero non ci siano più uomini come lui.

Manu

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